Domodry a REbuild 2026: la tecnologia CNT® nel futuro dell’abitare sostenibile

Ripensare l’abitare significa anche ripensare il modo in cui proteggiamo gli edifici nel tempo.
Domodry a REbuild 2026: la tecnologia CNT® nel futuro dell’abitare sostenibile

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Non basta costruire o riqualificare meglio. È necessario proteggere nel tempo ciò che viene realizzato, intervenendo sulle cause che possono compromettere la qualità, la salubrità e la vita utile degli immobili.

Un invito a cambiare prospettiva: non considerare la casa solo come prodotto immobiliare, ma come infrastruttura di benessere collettivo. Un luogo che deve essere accessibile, efficiente, salubre, durabile e capace di generare valore per le persone, per le comunità e per i territori.

Domodry ha partecipato a REbuild 2026 come Gold Partner, con uno stand dedicato e con il contributo di Maria Luisa Zerilli, CEO e co-fondatrice di Domodry Srl, all’interno del confronto “Materiali, tecnologie e ciclo di vita: durabilità e riciclo come nuovi paradigmi del costruire”.

Housing Remix: partire dall’esistente per costruire meglio

Il tema scelto da REbuild 2026 mette al centro una questione sempre più urgente: come intervenire sul patrimonio costruito in modo più intelligente, sostenibile e orientato al lungo periodo.

La rigenerazione urbana, l’efficienza energetica, l’accessibilità delle abitazioni e la coesione delle comunità non possono essere affrontate come elementi separati. Al contrario, richiedono una visione integrata, capace di unire politiche pubbliche, tecnologie, materiali, processi industrializzati, digitalizzazione e nuove competenze.

“Housing Remix” significa proprio questo: ricombinare ciò che esiste già (edifici, quartieri, infrastrutture, saperi, comunità) con strumenti nuovi, capaci di migliorare la qualità dell’abitare e ridurre il consumo di risorse.

In questa prospettiva, la sostenibilità non riguarda solo ciò che viene costruito da zero. Riguarda soprattutto la capacità di riqualificare, conservare e prolungare la vita utile degli edifici esistenti.

Ed è proprio qui che il tema della durabilità diventa decisivo: un edificio che dura più a lungo, richiede meno interventi correttivi, riduce gli sprechi e mantiene più a lungo le proprie prestazioni è un edificio più sostenibile.

Il contributo di Domodry a REbuild 2026

Domodry a REbuild 2026: la tecnologia CNT® nel futuro dell’abitare sostenibile

Domodry ha partecipato a REbuild 2026 per portare nel dibattito sull’abitare sostenibile un tema tecnico ma decisivo per la qualità e la longevità degli edifici: l’eliminazione dell’umidità di risalita alla radice.

All’interno di un evento come REbuild, dedicato all’innovazione sostenibile dell’ambiente costruito, il contributo di Domodry riguarda quindi un passaggio essenziale: proteggere la durabilità degli interventi intervenendo prima sulla causa del degrado.

Una nuova consapevolezza emersa dal confronto con il mercato

La presenza di Domodry a REbuild 2026 ha rappresentato anche un’occasione di ascolto.

Dal confronto con tecnici, progettisti, operatori e professionisti del settore è emersa una consapevolezza sempre più chiara: quando si parla di umidità di risalita, il mercato non cerca più soltanto soluzioni capaci di intervenire sugli effetti visibili del problema.

Cerca metodi in grado di affrontarne la causa.

In molti casi, gli interventi adottati in passato sono stati vissuti come soluzioni palliative: utili a contenere, mascherare o gestire temporaneamente il degrado, ma non sempre sufficienti a fermare realmente il fenomeno che lo alimenta.

Il punto non è contrapporre una tecnologia a un’altra. Il tema è più ampio: il settore sta evolvendo verso un approccio più scientifico, misurabile e orientato alla durabilità del risultato.

La partecipazione di Maria Luisa Zerilli alla sessione “Materiali, tecnologie e ciclo di vita: durabilità e riciclo come nuovi paradigmi del costruire” ha rappresentato un’occasione per portare l’esperienza Domodry all’interno di un confronto più ampio sulla sostenibilità del costruire.

Il tema della durabilità, infatti, è strettamente legato alla circolarità.

Progettare edifici più sostenibili non significa soltanto scegliere materiali riciclabili o ridurre l’impatto ambientale in fase di costruzione. Significa anche progettare per mantenere, adattare, conservare e prolungare la vita utile degli edifici.

Da questo punto di vista, l’eliminazione dell’umidità di risalita non è un intervento accessorio, ma una condizione che può incidere sulla riuscita complessiva di un progetto di riqualificazione.

Un edificio umido consuma di più, si degrada più rapidamente, richiede manutenzioni ricorrenti e rischia di compromettere nel tempo anche interventi importanti, come restauri, cappotti, finiture, efficientamenti energetici o recuperi funzionali.

Affrontare la causa dell’umidità significa quindi tutelare l’investimento, ridurre gli sprechi e migliorare la qualità degli ambienti interni.

Domodry a REbuild 2026: la tecnologia CNT® nel futuro dell’abitare sostenibile

CNT® come metodo misurabile e orientato alla causa

In questo scenario, la tecnologia CNT® Domodry si inserisce come risposta a un’esigenza sempre più evidente: superare la logica dell’intervento tampone e affrontare l’umidità di risalita attraverso un metodo verificabile, non invasivo e scientificamente supportato.

CNT® agisce sul fenomeno dell’umidità di risalita attraverso il principio della neutralizzazione di carica, intervenendo sulla causa fisica che alimenta la risalita capillare.

Questo approccio consente di proteggere la durabilità degli interventi senza ricorrere a opere invasive, favorendo la conservazione del costruito e la continuità dei progetti di riqualificazione, restauro ed efficientamento.

In questa prospettiva, CNT® non è una semplice alternativa tecnica, ma parte di un’evoluzione più ampia del settore: passare dalla gestione degli effetti alla protezione duratura degli edifici.

Abitare meglio significa costruire edifici più sani e durevoli

REbuild 2026 ha posto una domanda molto concreta: come possiamo rendere l’abitare più sostenibile, accessibile e capace di generare benessere?

La risposta non riguarda solo i nuovi edifici, ma anche e soprattutto il patrimonio esistente. Gran parte della sfida passa dalla capacità di riqualificare ciò che già abbiamo, evitando consumo di suolo, riducendo sprechi e migliorando le prestazioni degli immobili nel tempo.

In questa visione, la durabilità non è un dettaglio tecnico. È una condizione di sostenibilità.

Un edificio che dura di più, che richiede meno interventi correttivi, che mantiene ambienti più salubri e che protegge il valore delle opere realizzate è un edificio più sostenibile. Non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale.

Per Domodry, partecipare a REbuild 2026 ha significato contribuire a questa riflessione con una competenza specifica: l’eliminazione dell’umidità di risalita attraverso una tecnologia non invasiva, misurabile e orientata alla conservazione del costruito.

REbuild 2026 ha confermato che il futuro dell’abitare non riguarda solo nuovi materiali, nuovi processi o nuovi modelli costruttivi. Riguarda anche la capacità di riconoscere le cause che compromettono la durata degli edifici e affrontarle con metodi verificabili.

Nel caso dell’umidità di risalita, questo significa superare la logica dell’intervento tampone e costruire un approccio più scientifico, misurabile e orientato alla conservazione.

Perché il futuro dell’abitare non passa soltanto da ciò che costruiamo di nuovo, ma anche da come impariamo a proteggere, risanare e valorizzare ciò che esiste già.

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